Il Parco Archeologico dei Tauriani a Taureana di Palmi

Il Parco Archeologico dei Tauriani occupa un pianoro a una settantina di metri sul mare, nella frazione Taureana di Palmi: tre ettari di ulivi e macchia mediterranea in cui si leggono, uno sopra l’altro, quattromila anni di storia. Qui sorgeva Tauriana, centro dei Tauriani — uno dei popoli della Calabria preromana — poi città romana, abbandonata intorno al 951.

Non è un sito monumentale e non cerca di esserlo. Si cammina su una strada basolata romana con le lastre ancora al loro posto, si guardano i muri della Casa del Mosaico, ci si affaccia sull’edificio per spettacoli che poteva contenere tremila persone e si arriva alla cripta di San Fantino, tra i più antichi luoghi di culto cristiano della Calabria. Basta un’ora, con il mare della Costa Viola sempre in fondo allo sguardo.

Il parco è intitolato ad Antonio De Salvo, è stato inaugurato nel 2011 e dal 2020 le aperture sono curate dai volontari del Movimento Culturale San Fantino. Il biglietto costa 3 euro, ridotto 1,50.

La strada romana e la città dei Tauriani

I Tauriani erano uno dei popoli della Calabria preromana e Tauriana era il loro centro principale: una città in posizione strategica, sul mare e lungo le vie che attraversavano il Bruzio. Del suo impianto resta il pezzo che colpisce di più, il tratto di strada basolata romana con le grandi lastre ancora al loro posto. Intorno correvano case, botteghe e luoghi di culto di un abitato che ha continuato a vivere per secoli, fino all’abbandono intorno al 951. Prima ancora, sullo stesso pianoro, c’erano le capanne di un villaggio dell’età del bronzo, e i frammenti di ceramica micenea trovati negli scavi raccontano scambi con l’Egeo.

La Casa del Mosaico e la caccia all’orso

L’edificio più ricco portato alla luce è la cosiddetta Casa del Mosaico, che deve il nome al pavimento figurato della sala da banchetto: una scena di caccia con cavalieri, lance e un orso ferito. Nella stessa sala è stato trovato un letto di bronzo decorato in argento e pietre preziose, il genere di oggetto che si permetteva chi contava. Mosaico e letto oggi non sono più qui: si vedono al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, lo stesso dei Bronzi di Riace. Nel parco restano i muri e la pianta della casa, che bastano a capire come vivesse la classe dirigente di una città affacciata sul Tirreno.

L’edificio per spettacoli: tremila posti

Sul fianco del pianoro si riconosce la struttura più insolita del parco: un edificio per spettacoli che ha la forma di un teatro ma nasce come anfiteatro, pensato per i combattimenti fra gladiatori e usato all’occorrenza anche per le rappresentazioni. Poteva contenere circa tremila spettatori, un numero che da solo dice quanto contasse Tauriana: una città capace di riempire una struttura simile non era un villaggio. Oggi si vedono il muro curvo in mattoni che chiudeva l’arena e il piano dove sedeva il pubblico, con gli ulivi cresciuti tutt’intorno.

Il santuario e il Palazzo di Donna Canfora

Sul ciglio occidentale del pianoro, dove il terreno cade verso il mare, ci sono i resti del santuario urbano: un podio alto, circa dieci metri per venti, e un portico che chiudeva su tre lati uno spazio aperto con il tempio al centro. È una forma architettonica che nella Calabria antica non ha altri esempi. La tradizione locale lo chiama Palazzo di Donna Canfora, dal nome di una donna leggendaria di straordinaria bellezza; il racconto popolare è sopravvissuto alla funzione vera dell’edificio, riconosciuta solo con gli scavi. Accanto si aprono le necropoli, che documentano i riti funerari della città.

San Fantino e le origini cristiane

L’ultima Tauriana è cristiana. Nell’area sacra del parco sorgono la chiesa di San Fantino e, sotto, la cripta: un ambiente paleocristiano considerato tra i più antichi luoghi di culto della Calabria, con affreschi di età medievale. San Fantino il Vecchio, detto il Taumaturgo, visse a Tauriana nel IV secolo ed è venerato da allora; il santuario a lui dedicato ha continuato a essere frequentato anche quando la città intorno si era spopolata. È la parte del parco che merita più calma, e sul sito ha una guida tutta sua.

Visitare il parco: orari, biglietti, come arrivare

Il parco è statale, in carico alla Soprintendenza di Reggio Calabria, ma dal 2020 le aperture e le visite guidate sono affidate ai volontari del Movimento Culturale San Fantino: è il motivo per cui riesce a restare accessibile con continuità. Il biglietto costa 3 euro, ridotto 1,50. Gli orari seguono la stagione — d’estate si entra tutti i giorni fino al tramonto, nei mesi freddi le aperture si concentrano su sabato, domenica e festivi — e la strada più sicura resta prenotare al +39 377 397 6017.

L’ingresso è in via del Vescovato 181, a Taureana: dall’autostrada A2 si esce a Palmi e si prosegue verso la costa, dal centro di Palmi sono pochi minuti d’auto. Il percorso è tutto all’aperto, su fondo naturale: scarpe comode e acqua. D’estate il tardo pomeriggio è l’ora giusta, anche perché il parco ospita concerti e appuntamenti serali.

Cosa vedere intorno a Taureana

Taureana non è solo il parco: sotto il pianoro c’è la spiaggia di Pietrenere, con la torre di guardia che la domina, e la frazione ha una sua guida su questo sito. Il centro di Palmi, con la Casa della Cultura e la festa della Varia, è a pochi minuti; sopra la città il Monte Sant’Elia apre uno dei panorami più larghi della Costa Viola, dallo Stretto alle Eolie. Per il mare ci sono la Marinella e le altre spiagge della costa, e per la sosta a tavola la guida ai ristoranti di Palmi.

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Domande frequenti sul Parco dei Tauriani

Quanto costa il biglietto?
Tre euro l’intero e un euro e cinquanta il ridotto.

Quando è aperto?
Gli orari cambiano con la stagione: d’estate tutti i giorni fino al tramonto, negli altri mesi soprattutto sabato, domenica e festivi. Per andare sul sicuro si prenota al +39 377 397 6017.

Quanto tempo serve per la visita?
Un’ora basta per il percorso principale; con la cripta di San Fantino e una sosta a guardare il mare si arriva comodamente a un’ora e mezza.

Dov’è finito il mosaico con la caccia all’orso?
Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, insieme al letto di bronzo decorato in argento trovato nella stessa sala.

Il parco e la cripta di San Fantino sono due visite diverse?
No: la cripta si trova nella stessa area sacra del parco e si vede nello stesso giro.

È adatto ai bambini?
Sì. Si cammina all’aperto su fondo naturale, quindi servono scarpe chiuse, ma la strada romana e l’arena dell’edificio per spettacoli sono il genere di cosa che i ragazzi guardano volentieri.

Come ci si arriva?
Via del Vescovato 181, Taureana di Palmi: uscita Palmi dell’A2, poi verso la costa. Dal centro di Palmi sono pochi minuti d’auto.